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EXTRA UEPOLITICA

USA ALLE STRETTE: PUTIN E XI JINPING PER IL COLLASSO DELL’OCCIDENTE

Siamo di fronte ad un cambiamento radicale dei paesi che detteranno le leadership a livello mondiale. Russia e Cina puntano ormai da anni a far implodere l’Unione Europea e la Nato.

Ormai dall’inizio dell’arrivo della pandemia in Europa c’è stata un’offensiva pesante di comunicazioni digitali manovrate da cinesi e russi, volte a diffondere contenuti resi a delegittimare l’Unione Europea e il legame atlantico.

Queste crescenti forti tensioni a livello internazionale ci fanno comprendere che la situazione che stiamo vivendo sia estremamente sensibile

La credibilità di un paese sul piano mondiale ormai sarà misurata su: efficienza sanitaria, coordinamento amministrativo, tecnologia e digital, solidarietà e stabilità sociale.

In Europa pare che al momento solo la Germania stia dimostrando compattezza , in Asia buoni risultati a livello organizzativo di gestione della pandemia sono stati registrati in Sud Corea, Taiwan, Singapore, in Medio Oriente Israele sta dimostrando capacità di gestione e coesione sociale.

Questa pandemia porterà alla luce nuove tipologie di leadership, come ci ha sempre dimostrato la storia, dopo un forte shock segue un cambiamento geopolitico.

La Cina dopo una perdita di credibilità a livello internazionale molto forte ormai difficilmente si  può pensare che giocherà la partita per conquistarsi il posizionamento di potenza mondiale nel breve termine, mentre  l’America di Trump con 22 milioni di disoccupati in crescita si ritroverà a dover gestire una delle più grandi crisi socio economiche degli ultimi tempi.

Purtroppo questa pandemia oltre a sovvertire i ruoli di leadership causerà grosse disuguaglianze fra stati, per contrastare questa evenienza sarà necessario elaborare massicci piani di ripresa.

Giovedì prossimo proprio per elaborare un piano d’azione si riunirà il consiglio UE dei capi di governo dei 27 paesi membri. 

Il punto cruciale sul quale si dibatterà sarà il Recovery Fund, fortemente voluto dai pesi del sud i quali vorrebbero fosse punto di riferimento della politica europea per il rilancio del continente. 

Non è infatti possibile immaginare una politica di ripresa economica basata solo su dei prestiti, ciò causerebbe disuguaglianze troppo nette che non gioverebbero all’Unione e inevitabilmente scaturirebbero in altre discrepanze interne. Sovvenzioni garantite da un debito pubblico europeo comune, agevolerebbero tutti gli Stati membri senza cadere in rappresaglie. 

Ci rimane solo la speranza in una presa di coscienza da parte dei capi di stato, questo è senza ombra di dubbio un appuntamento con la storia. Chi lo saprà cogliere ne uscirà con più punti di forza di prima, chi perderà il treno, soccomberà lentamente a favore di altri paesi.

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