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TENIAMO BOTTA MA PER QUANTO?

In Italia ci sono milioni di lavoratori discontinui e professionisti che vanno avanti con mille euro al mese, in questo momento di crisi, si trovano in difficoltà. Il dovere del governo?

Aiutarli. Su questo siamo tutti d’accordo, potremmo però dibattere, sulle modalità di questo aiuto.

Cassa integrazione in deroga, reddito di cittadinanza, reddito di ultima istanza. Tante misure intraprese e pochi risultati raggiunti.

L’obiettivo doveva essere quello di aiutare i cittadini ma anche quello di non far collassare l’economia, giusto?

I dati ci dicono che 500 mila persone sotto i 40 anni hanno fatto richiesta per il reddito di 600€ (Milano Finanza) , la domanda che sorge spontanea è : per quanto potremmo sostenere questa spesa?

Riusciremo poi a rientrare dal debito? Questo per ora rimane un grosso punto di domanda.

Giovanni Tria in un pezzo del Sole 24 Ore (6 Maggio) , sostiene che siamo in ritardo per attuare il piano di ripartenza economica, le manovre economiche vanno attuate nei momenti esatti in cui sono necessarie, non prima, non dopo.

Devo dire che concordo pienamente con Tria, la mia opinione di umile e modesta studentessa di 19 anni, varrà qualcosa?

Magari no, ma sono una cittadina, i miei genitori pagano le tasse e dovrò addentrarmi in un mondo del lavoro, che ad oggi vedo totalmente bloccato

I miei coetanei, quelli un pelino più grandi (range 26 – 30) si ritrovano in un mercato del lavoro ancora più intricato di quanto già non fosse prima.

Mi sento in dovere di difendere quella categoria che sento a me vicina, in quanto io riesca ad immedesimarmi nella loro condizione. 

Troppo indebitamento, mi sento di dire, per giunta non ripagabile in tempi modici. 

Non è questa la soluzione, non è questa la chiave per riaccendere un motore che sta andando a pezzi, la nostra economia, il futuro di quei giovani ragazzi che oggi si ritrovano a terra.

So bene che non sia il mio ruolo opinare o proporre soluzioni, so però di rappresentare una categoria, non vogliatemi male, io desidero solamente tenere alta questa bandiera, quella italiana, ed è proprio per questo che scrivo, parlo, esprimo.

Ora vedo un futuro incerto ma non ho paura, non l’ho mai avuta. Invito tutti i giovani ragazzi, a non averne.

Per quanto io sia critica nei confronti di molte politiche intraprese nell’ultimo periodo, soprattutto economiche, ho fiducia.

Continuo ad avere fiducia, nonostante tutto, nonostante tutti. Ottimismo da giovane inesperta? Non credo, preferisco definirlo, ottimismo di sopravvivenza.