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L’università appesa ad un filo

L’incapacità nel garantire la continuità dell’anello portante della vita culturale di un paese, l’università.

Manca la vita universitaria, mancano gli abbracci, gli spritz, le ore perse nel vuoto. Quanto è stata considerata la scuola nel dibattito politico corrente? La risposta è molto poco.

L’università non è solo un luogo dove si studia per raggiungere un risultato, è ben altro. L’università è il luogo dove si scoprono le proprie passioni, le proprie vocazioni, dove si incontrano gli amori di una vita e dove tra un caffè e l’altro, si formano delle amicizie indissolubili. 

Se stiamo ai dati , prendendo ad esempio l’Inghilterra , i soggetti da 0 – 19 anni che presentino positività al covid19 , sono al di sotto del 1,6% , nonostante rappresentino il 23,4% della popolazione. 

Questi dati sono sufficienti per avere una fotografia del tasso dei contagi del virus tra i giovani, generalmente molto basso.Considerando il basso numero di contagi nei giovani,  si potrebbe ipotizzare una riapertura scaglionata degli atenei universitari, tentando di garantire almeno 1 metro di distanza tra i ragazzi (in alcuni paesi richiedono anche 2 metri) e rimodulare le aule.

Purtroppo il distanziamento sociale, ad oggi,  nelle strutture universitarie pubbliche, non è possibile da realizzare, per via di spazi troppo piccoli e angusti.

La risposta più ovvia, quella più chiara ed efficace, sarebbero le cosiddette “lezioni a distanza”, che secondo me, e secondo tanti altri esperti del settore, quali professori e rettori, non garantiscono la salvaguardia dell’università.

Le “lezioni a distanza” non consentono all’università di essere definita  in quanto tale, ossia nucleo di esperienze, ritrovo di persone con storie indefinite, diverse quanto simili.

Le prerogative che definiscono quel luogo astratto come “università” verranno annullate, così facendo si azzererà la vita universitaria in Italia. Si azzererà il senso di scuola, che tramuterà in un semplice percorso accademico, con un’unica finalità : il diploma. 

Se vogliamo evitare ciò, sarà necessario fare degli investimenti, essere più coraggiosi. Gli atenei universitari sono anelli portanti della vita culturale di un paese, non possiamo spegnere la luce e lasciare che le cose vadano come devono andare. 

L’università deve ripartire, se non riparte quella, non riparte l’Italia.