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INTERVISTE

INTERVISTA A CARLO COTTARELLI


Oggi si è riunito il consiglio europeo dei capi di governo, pare che si seguirà la linea del recovery fund, lei pensa che questo strumento sarà efficace?

Il recovery fund è un fondo agganciato al bilancio dell’Unione Europea che emette titoli. È un passo avanti, inizialmente l’Eurogruppo aveva intenzioni differenti, l’ammontare sembra essere abbastanza piccolo, a noi verrebbero 50 miliardi. Per avere un impatto economico – psicologico forte, più alto è l’importo, meglio è per tutti.

 In conferenza stampa il presidente del parlamento europeo  David Sassoli ha parlato di Europa come alibi per coprire inefficienze pubbliche e private (tema trattato ampiamente anche in alcuni suoi libri), lei cos’ha da dire a riguardo?

È molto facile dare la colpa a qualcun altro delle colpe proprie, c’è la tendenza a non riconoscerle e dare la colpa agli altri. In questo momento si da la colpa all’Europa, io rimango convinto che i principali problemi dell’economia italiana siano dovuti in primis a noi stessi. Se risolvessimo i nostri problemi , potremmo presentarci con più autorevolezza in Europa.

Abbiamo bisogno di più federalismo europeo?

Sicuramente, negli USA il bilancio federale è trenta volte tanto. Se vogliamo un’area euro più forte, è necessario un bilancio del 6 / 7% non del 1%. Per avere un’area monetaria che funzioni meglio, deve esserci un rafforzamento importante.

4. Oggi durante il suo intervento al Bundestag la cancelliera Merkel ha detto no agli Eurobond, secondo lei perché questa posizione così netta della Germania? 

Il termine eurobond , significa essenzialmente rimpiazzare il debito dei singoli paesi. Perché il nostro debito pubblico dovrebbero sobbarcarselo i tedeschi? Ci sono pochi casi nella storia di mutualizzazione del debito. 

Olanda 70% di commercio in meno, Spagna 20% di disoccupazione, in Italia 6,75 MLN di lavoratori a casa. Quali saranno i tempi di ripresa di questa crisi economica?

Per recuperare il livello di reddito che avevamo l’anno scorso, secondo il Fondo Monetario ci vorranno almeno due anni. Avremo una ricaduta del 9%… in realtà nessuno lo sa precisamente, è una crisi sanitaria in evoluzione, purtroppo. Prendiamo ad esempio l’epidemia della Spagnola , 50 milioni di morti, il recupero è stato molto rapido. Forse noi non siamo più disposti ad una perdita di vite umane tale per salvare l’economia e questo forse è anche un bene…

Questa è una crisi dei consumi e non della domanda, si è parlato molto di Helicopter Money, unico dubbio a riguardo, le persone potrebbero essere incentivate a risparmiare anziché a investire. Qual è la strategia più appropriata da perseguire? 

Questa è una crisi di offerta e di domanda, crisi di offerta perché ovviamente se la gente sta a casa, non può andare a produrre. Se io do potere d’acquisto alle famiglie, questo ha perfettamente senso, ma se l’obiettivo è quello di rilanciare la domanda, c’è il rischio che questi soldi non vengano spesi. Lo stato dovrebbe comprare direttamente, fare investimenti pubblici, il problema è che ci vuole tempo per farlo. Bisogna sbloccare i cantieri e vedere che progetti infrastrutturali possiamo terminare subito.

Si è discusso molto del MES senza condizionalità destinato solo a spese di tipo sanitario, può spiegarci meglio la sua funzione?

Il MES è un ente originato tanti anni fa, era necessario per ridurre il deficit di alcuni paesi. Noi in questo caso dobbiamo aumentare il deficit pubblico ma dobbiamo trovare finanziamenti per farlo. L’unico vincolo che esiste è curare l’effetto diretto e indiretto della spesa sanitaria. Ci sono esperti giuridici che dicono sia contrario alle norme europee, per via di mancanza di condizionalità rigorose. Condizionalità rigorosa vuol dire che lo scopo del prestito deve essere raggiunto, io penso che già il fatto che sia finalizzato alla spesa sanitaria sia una condizione rigorosa, ovviamente dovranno esserci controlli. Un altro problema che è sorto , è il dubbio che la Commissione Europea e il Consiglio di Europa invitino i paesi ad entrare in un programma con condizionalità sui conti pubblici rigoroso. In realtà non c’è nessun obbligo da parte dell’Italia ad accettare quella raccomandazione, visto che non sarebbe nient’altro che una raccomandazione. Penso che la Commissione d’Europa difficilmente chiederebbe all’Italia di presentare un piano di aggiustamento e in ogni caso non centrerebbe nulla con il MES.

Queste tesi erano solo per fare propaganda politica?

Facciamoci mettere nero su bianco che nessuno ci imporrà un’austerità sui nostri conti pubblici. Mi sono preso molti insulti su twitter per aver spiegato come stanno le cose…

 Lei crede che questa crisi genererà forti disuguaglianze fra Stati? Se si come sarà possibile ridimensionare queste differenze?

Negli ultimi dieci anni precedenti , la Germania è cresciuta del 2%, noi dello 0,1%… queste cose lasciano il segno. Noi e la Spagna abbiamo chiuso molto di più di altri paesi europei per via del coronavirus.  Abbiamo ridotto di molto la nostra attività produttiva e per questo avremmo conseguenze molto più pesanti di altri paesi europei.

Come mai siamo sempre rimasti indietro rispetto ad altri paesi nell’area UE ?

Corruzione, evasione fiscale, lentezza della giustizia. Ci siamo adattati male all’euro, non perché dovesse necessariamente finire così ma perché abbiamo intrapreso politiche monetarie sbagliate, sopratutto all’inizio, ne ho parlato nel mio libro “I sette peccati capitali dell’Economia Italiana”.

Che ne pensa lei a riguardo della discesa del prezzo del petrolio?

I consumi sono crollati, i contratti sono a lungo termine, quindi non si sa dove immagazzinare il petrolio, dunque il prezzo scende. La caduta della domanda è dovuta anche alla mancanza di mobilità.

Parere sull’Europa?

Se vogliamo contare qualcosa nel mondo rispetto USA e Cina, dobbiamo metterci insieme, altrimenti non contiamo niente. I paesi piccoli non contano molto e serve contare nel mondo. 

Riusciremo ad avere prontezza d’azione?

Speriamo in un Recovery Fund sostanzioso.

Un consiglio di lettura che da ai ragazzi?

Un libro che consiglio, non di economia ma di narrativa è “ La Coscienza di Zeno” di Italo Svevo. È uscito nel 1923, leggetevi quello.

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