Crea sito

GEORGE FLOYD – Il filo americano sempre più sottile che prima o poi si spezza.

Chi era George Floyd?

George Floyd cresce a Houston, in Texas, nella zona del downtown. Un campione di basket ai tempi del liceo, un uomo sereno, colloquiale. Senza troppe pretese. Cresce e vive in un’America sempre più frammentata, divisa. La stessa America che non è riuscita a tutelare 23,000 vite afroamericane, perse, a causa dell’epidemia da coronavirus. Si fa strada in un paese ormai diventato simbolo di disuguaglianze  economico – sociali sempre più evidenti e con un’intolleranza diffusa.

Everything Is Possible”

Il paese del American Dream, del “everything is possibile” , paese visto come punto di arrivo e di lancio. Lo stesso paese che non è in grado di assicurare la sanità a tutti, non è in grado di mettere un tetto sulla testa a chi si spacca la schiena dal mattino alla sera.Il paese che dovrebbe essere l’isola felice e inclusiva per antonomasia, è ad oggi il paese dai mille e più divari, che non riesce a trovare un equilibrio necessario e legittimo fra i poveri, i ricchi e sopratutto fra americani bianchi e afroamericani.

La lezione di MLK

Intere comunità afroamericane abbandonate a se stesse, senza garanzie o supporti da parte di un governo assente e pregiudicato. Un divario che si fa troppo pesante, circoscritto. Non lascia spazio. Urge la necessità di riforme, aiuti, assistenza. Urge anche il bisogno di ricominciare, le lotte di Martin Luther King sembrano a noi ormai un mero ricordo, eppure sono più attuali che mai. 

Purtroppo esiste ancora un trattamento diverso per chi è bianco e per chi è nero. Martin Luther King sosteneva che si dovesse lottare assieme per un cambiamento, bianchi e neri. Il sistema va cambiato, questo è un problema di sistema non di altra natura. Non dobbiamo restare in silenzio di fronte ad un’ingiustizia così profonda, nessuno dovrebbe restare in silenzio. “I can’t breathe” non è solo un grido d’aiuto, è l’immagine dell’immensa violenza, indifferenza, cattiveria che ha travolto un paese, da troppo tempo.

Una violenza che ha travolto l’America come ha travolto tutto l’Occidente. Passiamo all’azione, nulla cambia in un giorno, è vero, ma pensando così non faremo mai il passo. Il passo verso l’uguaglianza e la giustizia.

Io aspetto tutti quei piccoli tronfi razzisti al varco. La giustizia vince sempre. Possiamo farcela ma solo se insieme.

Marta, 19 anni