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USA : QUANDO IL VIRUS SCOPRE TUTTE LE CREPE

Il sogno americano, è senza ombra di dubbio affascinante, ma si spegne con poco. Si spegne in un batter di ciglia, veloce, un soffio e non c’è più.

Questo virus ha messo allo scoperto le crepe più profonde di un sistema sostenuto dal capitalismo, che non può più essere retto. Un sistema che alimenta disuguaglianze e accresce il benessere dei più ricchi e privilegiati.

In Louisiana il 70% delle morti dovute da Covid19 riguardano la popolazione afroamericana, in Michigan il 40%, nella città di New York il 34%, a Chicago il 56%.

Secondo le ultime statistiche, 28 morti su 100 di Covid19 in America sono afroamericani. Questo è dovuto a più fattori, ed è qui che le crepe cominciano a farsi vedere.

Purtroppo il loro status socioeconomico basso costringe la maggior parte delle minoranze etniche a dover vivere in quartieri molto condensati, nei quali è difficile riuscire ad applicare misure di distanziamento sociali efficaci e questo li rende inevitabilmente più esposti alla malattia.

Molti di coloro che abitano in questi quartieri sovraffollati sono obbligati ad andare a lavoro, indispensabile per arrivare anche solo a fine giornata. Molti latinos e afroamericani svolgono mansioni pubbliche (75%), quindi ad alto rischio.

Sono anche purtroppo più soggetti ad avere malattie cardiache e malattie di salute cronica rispetto ai bianchi, questo non solo per dei fattori genetici ma anche per via di forti disparità che riguardano l’accesso a cure mediche e analisi.

Questa è la realtà del sogno americano, un paese moderno e travolgente, certo. Ma anche un paese ingiusto, segnato da una diseguaglianza sociale, dilagante e crescente.